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L'XFILE ITALIANO

COSA E' SUCCESSO IN SICILIA. CENTINAIA DI OGGETTI CHE PRENDONO FUOCO DALL'INTERNO. INTERVENUTA ANCHE LA NASA.

Nell'inverno 2003 – 2004, la piccolissima e tranquilla frazione di Canneto di Caronia, provincia di Messina, viene sconvolta da una serie apparentemente casuale di piccoli incendi. 

Parti integranti delle abitazioni come citofoni, cavi elettrici e contatori prendono fuoco misteriosamente. Gli incendi con il passare dei giorni diventano sempre più numerosi, e pensando siano dovuti a banali corto circuiti, la società elettrica nazionale interviene togliendo l'alimentazione elettrica a tutta la cittadina. Ma le combustioni non si fermano, anche in assenza di energia elettrica. Come si spiega questo. A prendere fuoco ora non sono più solo contatori elettrici, prese o comunque apparecchiature alimentate elettricamente, prendono fuoco asciugacapelli non collegati alla corrente (vedi immagine scattata da un giornalista presente)
prendono fuoco divani, materassi, asciugamani appesi al portasciugamani, addirittura i portaoggetti all'interno delle docce..... nessuno sa spiegare come possa accadere. Diversi cittadini, giornalisti, e persone appartenenti alle forze dell'ordine, intervenute nella zona, notano che gli oggetti andati a fuoco, sembravano completamente sciolti a partire dal loro interno. 

Il momento culminante è il rogo di una casa che venne distrutta completamente dalle fiamme. Come riferisce il giornalista Sergio Granata (di Antenna del Mediterraneo che all'epoca ha seguito l'accaduto) i Carabinieri, dopo le dovute indagini, riferiscono che le fiamme che hanno distrutto l'abitazione sono partite dall'interno di un materasso, dalle molle del materasso che hanno fatto da conduttore di corrente elettrica facendo poi prendere fuoco al resto.
Ma da dove proveniva la corrente elettrica era ed è ancora oggi un mistero, visto che in città erano stati staccati tutti i cavi dell'elettricità.
A questo punto, la procura decide di far evacuare la cittadinanza per evitare il ferimento o la morte di qualche cittadino, e sottopone a sequestro la cittadina. L'accaduto ha ora una rilevanza nazionale, tutti i giornali ne parlano e tutte le televisioni nazionali corrono in zona per riprendere gli strani incendi.



Il 10/5/2005 il governo decide di intervenire.
La presidenza del consiglio dei ministri nomina una commissione di esperti guidata dal Prof. , a cui partecipano diverse università italiane, vulcanologi, ingegneri e persino un tecnico della NASA. Vengono coinvolte tutte le forze armate ma il risultato non rimane circoscritto ma si amplifica. Infatti i risultati della prima campagna di studi, diedero alla luce un fenomeno molto strano, negli incendi erano coinvolti tre punti ben precisi della zona, Canneto di Caronia, che si trova sulla costa, più a destra lungo la costa, un caseggiato distante un paio di chilometri da Canneto in linea retta, situato sotto l'autostrada, e un punto verso le montagne, all'interno della regione, che si trova a 4 km. formando un triangolo. Solo in questi punti accadono gli incendi di autocombustione. Ma mentre i primi due punti sono centri caseggiati, il terzo punto che forma l'apice del triangolo, è un campo, con una superficie di circa 40x40 metri.
L'incredibile è che qui, tutte le piante di una particolare specie presentavano una combustione dell'apparato che si trova sotto terra, e una bruciatura delle foglie non totale, ma i cui intervalli di bruciatura corrispondevano agli intervalli dei cavi bruciati esaminati nelle due cittadine sulla costa.
Con il passare del tempo vengono a galla più di 400 episodi anomali tutti ricollegabili ai fuochi di Caronia. Tutti verificatisi nel basso tirreno. Ma non ci sono solo incendi di apparecchiature elettriche e le combustioni di vegetali a tenere banco, un'altro strano episodio anomalo è lo spiaggiamento di milioni di esemplari di Velella Velella
un'invertebrato assai diffuso nel mediterraneo, che di norma stazione in alto mare, il dato che sconcerta è che lo spiaggiamento ha una estensione enorme pari a più di 100 chilometri lungo la costa. Secondo gli esperti una moria del genere può essere spiegata, solo con un innalzamento improvviso della temperatura dell'acqua marina. NON FINISCE QUI.

L'episodio più sconvolgente accade quando nel corso di un monitoraggio sul territorio, un elicottero in dotazione alla protezione civile è costretto ad un atterraggio di emergenza. Una volta a terra, si nota che tre delle 4 pale presenta squarci impressionanti, i piloti sono increduli e non capiscono come possa essere accaduto, visto che nessun ostacolo si è interposto e nessun veivolo era visibile all'orizzonte. 

(foto  delle pale dell'elicottero) 
Esaminate le pale si riscontra che 3 delle 4 pale dell'elicottero erano state colpite da qualcosa, tutte nello stesso punto di ogni pala. L'accaduto rimane senza spiegazione, fino a quando non si sente la testimonianza di Antonio Spinnato, abitante di Canneto. 
Racconto del testimone dell'accaduto, il signor Antonio mentre passeggiava in riva al mare, nota in volo l'elicottero delle protezione civile e rimane attratto dal fatto che l'elicottero hai dei movimenti inconsueti, ondulatori, così fotografa la scena con la macchina fotografica che portava con se. Nulla di strano al momento. Ma una volta sviluppato il rullino, non riesce a credere ai suoi occhi!
 nelle foto si vede un oggetto volante che insegue o segue l'elicottero della protezione civile. E' stato forse questo UFO a provocare i danni alle pale dell'elicottero? 

Il mistero continua.

24 mesi dopo l'inizio dei lavori della commissione un fascicolo riservato sfugge al controllo dei relatori e finisce sulla stampa e più precisamente L'Espresso pubblica uno stralcio da cui leggiamo:
"Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali, oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato".
La notizia è sensazionale tanto che molti pensano ad un bluff, per questo diversi giornalisti "seri" chiedono notizie ed ulteriori chiarimenti al Prof. Francesco Mantegna Venerando, direttore generale MARIS, incaricato di guidare la commissione indagatrice, che non solo non ha smentito il contenuto del fascicolo, ma ha confermato la presenza di notevole traffico militare davanti l'area marina
antecedente la costa di Canneto e addirittura l'avvenuta richiesta da parte dell'autorità giudiziaria alla marina militare di riportare il traffico navale in zona più lontana dalla costa. Infine il risultato delle ricerche sino a quel momento condotte è che a provocare gli incendi siano fenomeni elettromagnetici, di origine artificiale, capaci di generare in pochi nano secondi fasci di onde potentissime. Un dato straordinario!! perchè per ottenere un tale risultato la fonte dovrebbe aver raggiunto una potenza compresa tra i 12 e i 15 GW, una quantità tale di energia che non riuscirebbe a produrre nemmeno una centrale nucleare. Infatti per generare tale potenza ne servirebbero ben 15 (di centrali nucleari). 

Questo tipo di energia spiegherebbe secondo i ricercatori l'accensione degli oggetti dall'interno come se fossero dentro un microonde. Ma allora come è possibile che si sia generata tale potenza artificiale.? Chi l'ha generata e perchè? E' perchè a questo punto, improvvisamente, le indagini si sono interrotte. Questa la dichiarazione ai giornalisti, del Prof. Francesco Mantegna Venerando, direttore generale MARIS: "per quanto riguarda quello che è successo io sono abituato ad analizzare i fatti, per cui posso dire che ad un certo punto nonostante il nostro impegno è stato fermato l'apparato di monitoraggio che era l'unico modo per arrivare ad una interpretazione dei fenomeni."

Altre vicenda veramente strana è raccontata da Antonino Pezzino, abitante di Canneto che racconta ai giornalisti di aver conosciuto molto bene e fatto amicizia con il comandante di una nave oceaneografica della Marina Militare Italiana incaricata di effettuare ricerche sul fenomeno.
Concluso l'incarico, dopo un mese circa, il comandante saluta il signor Antonino e la sua famiglia, promettendo di far avere notizie una volta rientrato a Roma. Ma dopo qualche giorno il signor Antonino venne informato dai Carabinieri di Canneto che il comandante della nave oceanografica era stato mandato in missione e che l'elicottero su cui viaggiava con altri tre militari era stato abbattuto, provocandone la morte.


Nel 2008 la procura archivia definitivamente la vicenda adducendo che la causa degli incendi è da imputare ad incendi dolosi (da tutti definita una vera bufala in quanto nessun rilevamento fatto da Pompieri, Carabinieri e ingegneri ha dimostrato la presenza di tracce di materiale usato per l'accensione). Diversi giornalisti e Forze dell'ordine hanno visto fili elettrici, che non avevano corrente, perchè tolta dalla centrale elettrica in tutto il paese, prendere fuoco dall'interno e bruciare davanti ai loro occhi; o una divisa di un Carabiniere, prendere fuoco, nel mentre stava redigendo al buio un verbale. 

(nella foto un asciugamano incendiatosi)

In questo territorio le stranezze non finiscono, perchè oltre ai fenomeni di autocombustione, di spiaggiamento di creature marine, nello stesso periodo si sono verificati diversi smottamenti di terreno, frane rovinose sempre in una striscia di territorio che si affaccia sul mare rivolta a nord. Secondo diverse persone, queste frane potrebbero essere ricondotte a fenomeni di bombardamenti con onde elettromagnetiche che provocando la liquefazione del terreno, farebbero franare i terreni soprastanti. Non sono armi fantastiche badate bene!!




E' ufficiale ed è noto che le forze armate Americane stanno da anni progettando armi particolari tra le quali armi in grado di produrre potentissime onde elettromagnetiche. Secondo Fabio Mini Generale ex capo di stato Maggiore Comando Nato, l'Iraq è stato un grande laboratorio di queste armi particolari di nuova generazione, la maggior parte delle quali sono in grado di produrre anche effetti o disastri che possano sembrare naturali, come piccoli tsunami ad esempio già riprodotti in Nuova Zelanda, secondo lui anche dei terremoti potrebbero essere provocati. 

Questo potrebbe spiegare come mai all'improvviso le indagini sono state fermate?

Ma già in passato qualcuno aveva affermato la possibilità di creare onde elettromagnetiche talmente forti in grado di abbattere flotte aeree, rispondeva al nome di Nikola Tesla.
Vorrei ricordare che dopo la sua morte, la stanza d'albergo dove viveva venne posta sotto sequestro e fu ripulita dall'FBI di tutti i documenti, progetti e appunti dell'inventore.
Ma se riguardiamo il passato sempre qui, altri accadimenti potranno turbare il nostro sonno.

Il 28 dicembre 1908, nello stretto che separa la Calabria dalla Sicilia si verifica quello che viene definito l'evento più catastrofico del XX secolo, in pochi secondi città come Reggio e Messina sono quasi completamente rase al suolo da un terremoto potentissimo seguito da un maremoto che devasta una zona ricca di vita seminando macerie e morte.
A stupire è un dato storico, regolarmente documentato, a pochi chilometri di distanza dall'epicentro del terremoto e nelle stesse ore in cui questo deflagra una flotta navale è in movimento verso le coste colpite. In radar davanti a Messina infatti era presente una flotta da guerra Russa composta da 7 navi, appartenenti alla Marina Imperiale Russa, e furono proprio questi marinai a dare i primi aiuti agli abitanti colpiti. Ma nessuno seppe spiegare perchè la flotta russa si trovasse poco a largo di Messina. Ufficialmente venne detto che la flotta era in crociera. La vicenda è alquanto strana, in quanto tre
anni prima la flotta Russa era stata quasi completamente annientata dai Giapponesi in una battaglia e non si capisce per quale motivo la Russia avrebbe dovuto schierare "per una crociera" queste navi, le uniche rimaste, proprio in quella zona. Forse come copertura per una missione segreta? E' stata una semplice coincidenza? Eppure come spiegare un'altra strabigliante coincidenza riportata da Guglielmo Marconi quando legge durante la cerimonia di consegna del suo Premio Nobel, il resoconto dell'esperimento che fece da un piroscafo a largo della Sicilia, quando, inviando segnali radio appositamente emessi, questi ultimi non riuscirono a penetrare all'interno dell'isola facendo fallire l'esperimento. Che venne poi ripetuto, inviando lo stesso segnale che venne tranquillamente ricevuto in Inghilterra, sempre nel 1908. 

Tutti questi accadimenti e coincidenze, veramente troppe sembrano nascondere complotti architettati per celare verità scomode e sconcertanti ma nell'interesse di chi? A voi trarre le conclusioni.

SCOPERTI NUOVI DISEGNI A NAZCA

I NUOVI DISEGNI E LE LINEE DI NAZCA

L'altopiano di Nazca, un arido deserto sito nel Perù meridionale, contiene una delle opere più incredibili mai realizzate dall'uomo.

Dalla scoperta dei primi disegni sul terreno raffiguranti diversi  animali, ove si è concentrata l'attenzione dei diversi ricertori, nessuno mi sembra si sia concentrato più di tanto sulle strane strisce (non so come chiamarle) righe molto lunghe e larghe perfettamente lisce e ben visibili lasciate sul deserto. Sono strisce rettangolari, cosa rappresentano? Questa in foto addirittura da quasi l'impressione che la montagna sia stata volutamente spianata, tagliata. Il che non può essere visto che non è stato mai trovato il materiale di risulta da nessuna parte nella vicinanze. Allora come si spiegano questi segni

La storia del mistero delle Linee di Nazca inizia nel 1927, quando un pilota dell'aviazione peruviana che stava sorvolando la regione vide delle linee sul terreno. Tali linee proseguivano per chilometri, formando veri e propri disegni sul deserto peruviano, tecnicamente chiamati geoglifi, che potevano essere visti solamente dal cielo.


Vi sono, sull'altopiano di Nazca, più di 13.000 linee, che a loro volta formano 800 e più disegni. Questi geoglifi rappresentano anche animali locali, tra cui una lucertola lunga più di 180 metri, un condor, un colibrì e un enorme ragno lungo 45 metri.

Nel 1939 Paul Kosok, un archeologo statunitense, avviò uno studio accurato sul sito e sui geoglifi. Grazie alla sua ricerca, le linee vennero divise in tre categorie: Diritte, a Spirale e Geometriche. In queste ultime rientrano anche le figure rappresentanti animali o persone.
In base alle ricerche effettuate, le linee sono state realizzate, probabilmente, dalla civiltà Nazca, che ha avuto il massimo del suo sviluppo tra il 300 a.C e il 500 d.C.
Purtroppo una datazione precisa non è possibile con gli attuali mezzi a disposizione, dato che i test con il Carbonio 14 si sono rivelati inadatti. Per questo motivo, la datazione è stata effettuata mediante la comparazione tra i disegni raffigurati sull'altopiano e le ceramiche ritrovate nelle rovine di Cahuachi, città cerimoniale dei Nazca, ritrovata ai margini della Pampa, ma non cè niente di certo, sono solo tutte ipotesi quelle fatte dagli archeologi. E' come una scena del delitto, quando arriva la polizia scientifica non può far altro che indagare e cercare di fare ipotesi su quello che è successo, con gli indizi ed eventuali prove senza testimoni. In archeologia è la stessa cosa. Quindi io non darei nulla per scontato.
Pare che per realizzare questa opera il popolo Nazca ha rimosso le pietre, contenenti ossido di ferro, dal deserto, realizzando un contrasto con il terreno sottostante, più chiaro di argilla.
Inoltre il calore del deserto ha protetto i disegni dal vento che soffia sull'altopiano: il calore infatti genera una barriera di aria calda sopra i disegni, facendo si che il vento non li alteri. Tutto questo per puro caso!!

Secondo Maria Reich, una illustre studiosa delle Linee di Nazca, gli antichi realizzatori di queste opere partivano da uno schizzo del disegno, facendo poi un ingrandimento mediante la realizzazione di un reticolo sul terreno formato da corde.
Ma come si potevano realizzare linee diritte lunghe chilometri, la più lunga delle quali misura addirittura 65 chilometri? .... Forse realizzavano una corda lunga 65 chilometri??

Perchè realizzare un'opera simile, che sarebbe rimasta invisibile per coloro che l'avevano disegnata? Visto che l'unico modo per vedere le figure intere è sorvolare la zona.
E per non farci mancare nulla, il popolo Nazca e la sua cultura,  svaniscono misteriosamente circa 1.200 anni fa, ma non prima di aver inciso una serie di enormi geroglifici o disegni nel terreno sul vicino suolo desertico.
Non avendo spiegazioni certe, secondo alcuni: 
    "I segni dei Nazca furono un elemento importante del loro culto religioso e delle loro cerimonie. Avrebbero camminato lungo queste linee durante le funzioni, frantumando oggetti in ceramica e offrendo elementi della propria cultura alle divinità."

Cosa c'è di sbalorditivo e inspiegabile?
Prima di tutto che i disegni sono stati realizzati da civiltà di quell'epoca (che dovevano solo essere in grado di piantare patate e mais)?
Tra le figure gigantesche presenti sulla piana di Nazca c’è il Ragno. Voi direte e vabbè è un ragno, come ce ne sono tanti in natura. Invece NO!

 Non si tratta, però di un ragno comune, esso appartiene alla specie: Ricinulei. Questo ragno è uno dei più rari al mondo e vive solo in zone inaccessibili come la Foresta Pluviale Amazzonica, ed ha una particolare caratteristica: il suo apparato riproduttore si trova sulla zampa posteriore destra, separato dall’apparato genitale, così come è stato opportunamente disegnato a Nazca. I maschi di questa specie, infatti, mentre copulano con la femmina, depongono il seme su di un filo d’erba. La cosa strabiliante però, e’ che questo aracnide in natura misura solo 6 millimetri, e le sue peculiarità, come appunto l'organo riproduttivo, si possono rilevare solo al microscopio.  Mi sembra inutile chiedersi come abbiano potuto sapere e vedere questi particolari, perchè scegliere un animale così raro e così piccolo??
Quali motivazioni avrebbero spinto gli antichi abitatori della piana di Nazca a tracciare sul terreno proprio quel ragno presente solo in zone così inaccessibili della terra? Come facevano gli antichi costruttori a conoscere così bene i suoi microscopici particolari?
Una teoria formula l’ipotesi che il Ragno possa essere la rappresentazione della costellazione di Orione in terra, perché la linea dorsale del disegno coincide con il punto dell'orizzonte dal quale sorge la Costellazione. Un’astronoma del Planetario Adler di Chicago, la dottoressa Phillis Pitluga, da uno studio computerizzato su gli allineamenti astrali delle figure presenti sull’altopiano di Nazca concluse che il Ragno era un diagramma terrestre della costellazione di Orione, e che la disposizione delle zampe non e’ altro che la rappresentazione del declinare delle tre stelle nelle diverse epoche della terra. Se ne deduce quindi che gli antichi disegnatori erano grandi conoscitori del cielo e dell’astronomia. Particolari che non fanno altro che aggiungere “misteri” al mistero dell’origine dei geoglifi sull’altopiano di Nazca.
Tra i disegni che hanno lasciato increduli i ricercatori di mezzo mondo, questo geoglifo chiamato "la stella.
E' il motivo più particolare e preciso a livello matematico presente a Nazca, ha la forma di una stella che contiene due quadrati perfetti rispecchia la geometria sacra della nuova Gerusalemme e ricorda un mandala indiano (come sia possibile trovare questi elementi Asiatici in civiltà Americane non si sa, ufficialmente, ma leggendo i miei post ci si può arrivare).
Gilbert de Jong, archeologo e studioso peruviano  ha effettuato le dovute misure ed ha ottenuto una lunghezza del lato del quadrato di circa 54,7 Metri.  La piazza misura circa 180 metri di diametro, mentre un cerchio interno si estende sullo stesso diametro. Diverse piazze più piccole, larghe circa 20 metri, sembrano essere state incise nel paesaggio insieme ad un assortimento di fori posizionati strategicamente. La geometria Sacra consiste nell'usare come unità di misura IL CUBITO SACRO.
Il cubito sacro è il valore profetico delle più famose antichità del mondo. Con grande sorpresa le dimensione derivate dai testi sacri rispecchiano fedelmente il sistema del Miglio Imperiale britannico e del Cubito Sacro biblico, fatto conoscere al mondo dall'opera del padre della fisica Sir Isaac Newton.
Quest'ultimo calcolò le misure del Cubito Sacro sulla base della misura della circonferenza terrestre: 24833,2 miglia. Il cubito di Newton misurava 24,8832 pollici o 2,0736 piedi portato poi a 25,02 pollici o 2,0854491 piedi dalle elaborazioni di John Taylor. Negli anni successivi fu determinato che un Cubito Sacro equivalesse alla lunghezza di sette palmi (25,20 pollici). Tale valore si ritrova nel numero di gradi della rotazione terrestre di 7 giorni (7x360°= 2520°) inoltre 25,20/12 pollici (misura di un piede)= 2,1 piede.
Newton e Taylor sapevano, dalle loro osservazioni sulla Grande Piramide di Giza, che 144 (mura della Nuova Gerusalemme) x 2,1 pollici (Cubito Sacro) = 302,4 piedi x 3 = 907,2 piedi e cioè, entrambe queste dimensioni riflettono il perimetro di base della grande Piramide (3024 piedi) e il suo cubo da 12 spigoli (9072 piedi).
9072 piedi x 12 pollici = 108.864 pollici o 108 (18= Nuova Gerusalemme= e 864 (864.000 miglia = DIAMETRO DEL SOLE).
I 2,1 piedi del Cubito Sacro ci riportano alle misure delle piattaforme della Stella delle Linee di Nazca, in Perù e del complesso di Teotihuacàn.
Gli stessi valori sono presenti nell'analisi delle misure della STella di Nazca, a dimostrazione di come il Cubito Sacro sia alla base di questi "siti sacri" dell'antichità e rifletta la distanza della Terra dalla Luna (252.000 miglia). Questo sta a dimostrare che i costruttori di Teotihuacàn ed altri siti sacri, abbiano concepito i loro edifici e la posizione da essi occupata non casualmente, ma avendo in mente una più vasta e profonda simmetria e una geometria connessa con le dimensioni del Paradiso, la nuova Gerusalemme. Gli antichi (tra cui Enoc e Noè) conoscevano le dimensioni del Cubito Sacro e hanno edificato delle immense strutture basandosi su di esso (tra cui la Piramide di Giza e l'Arca di Noè). Tali nozioni sono state tramandate agli antichi ebrei (e non solo ) che le hanno poi mantenute da Abramo, al Tabernacolo, ai Templi di Israele (di Salomone e Ezechiele) fino alle dimensioni della Nuova Gerusalemme, rivelate a Giovanni apostolo in Apocalisse 21:16-17.  (il tutto estratto dal sito Sequenzaprofetica.org) 


2014. Mentre sorvolava il famoso deserto di Nazca, il ricercatore Eduardo Herrán Gómez de la Torre ha notato alcuni geoglifi che non erano mai stati rilevati in precedenza.
Secondo quanto riportato da El Comercio, i geoglifi, o linee, siano emerse dopo le recenti tempeste di sabbia che hanno colpito la zona, tra i più intensi degli ultimi 25 anni, con una velocità che ha raggiunto i 60 km orari.
Le formazioni appena individuate raffigurano un serpente lungo 60 metri e largo 4 metri, un uccello, un animale, che potrebbe essere un lama, e alcune linee a zig-zag.
Le immagini si trovano su due colline situate ai margini sinistro e destro della Valle di El Ingenio, vicini a San Jose e Pampas di Jumana, dove si concentrano i geoglifi già noti. “Si tratta di disegni enigmatici che hanno più di 2 mila anni”, ha detto Herran. “Potrebbe trattarsi di geoglifi Paracas, anche se questo verrà appurato dalle indagini archeologiche”.